Il giusto software ERP è fondamentale per migliorare l'efficienza aziendale delle imprese, e quest'ultimo è un obiettivo imprescindibile. Ogni percorso di business che si rispetti identifica qui, in queste due parole, il suo obiettivo. Ancor prima di pensare alle vendite, ai mercati e ai primati competitivi, è infatti proprio al suo interno che un’azienda deve lavorare per puntare in alto. Deve cioè occuparsi di se stessa, rendendosi capace di affrontare le sfide esterne nel modo più “efficiente” possibile. Con il minor dispendio di energie e la miglior attitudine ad attrarre benefici.

Ecco perché oggi, nell’era dell’Industria 4.0, un itinerario mirato all’efficienza aziendale non può trascurare il ricorso agli strumenti tecnologici più avanzati. Ai software più in linea con le esigenze del contesto. In una parola, ai sistemi ERP, gli Enterprise Resource Planning che riuniscono programmi e moduli software per supportare in modo integrato la gestione di tutte le risorse aziendali. Uno strumento che trova il suo punto di forza proprio nel fatto di fondarsi su una piattaforma unica e integrata, studiata per metter mano all at once a tutti i processi con i loro flussi di dati.

 

Software ERP ed efficienza aziendale

Costola evolutiva finale dei primordiali software per la gestione dei materiali in produzione, finalizzati ad esempio alla gestione delle scorte o al calcolo del punto di riordino, gli ERP rappresentano solo l’ultimo passo di uno sviluppo passato attraverso momenti decisivi. Fra tutti, l’introduzione dei MRP (Material Requirements Planning) e dei MRP II (Manufacturing Resource Planning), sui quali si sarebbero poi fondati principi e metodi per la successiva elaborazione degli Enterprise Resource Planning. L’idea rivoluzionaria di quei lontani sistemi fu proprio quella di centralizzare e integrare i dati aziendali su cui si basavano procedure o processi decisionali. La procedura nel tempo si è perfezionata, ha esteso le sue possibilità applicative. E infine, sostenuta dallo sviluppo della tecnologia e da una sempre maggior attenzione al ruolo dei processi aziendali (fulcro della “vision” ERP), ha condotto al concepimento dei sistemi ERP.

Di questi ultimi, la vera e propria storia inizia negli anni Novanta, con la realizzazione di software che integrano anche le aree amministrazione-finanza-controllo, quindi vendite e distribuzione, sino a tutto l’insieme degli ambiti aziendali. Oggi il mercato degli ERP è guidato da alcune multinazionali, con la sola tedesca SAP a detenere circa il 40% del business mondiale.

 

Le funzionalità del software ERP variano

Dotarsi di un ERP è dunque fondamentale per raggiungere quell’efficienza aziendale che consenta di affrontare le sfide del mercato. Ma al di là delle variabili che influiscono sulla scelta del software migliore, quali sono le funzionalità del sistema gestionale da considerare come imprescindibili? In altre parole, cosa non può non avere un buon ERP? La risposta, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non è così facile.

Premesso che il compito dell’ERP è quello di mantenere sempre un ruolo attivo in azienda, ottimizzando il workflow, fornendo dati strategici, migliorando la competitività e integrando i vari processi di business, vien da sé che ogni realtà aziendale necessiterà di un software gestionale mirato ad esaudire le proprie esigenze. Le funzionalità prioritarie non saranno dunque le stesse per tutte le situazioni. E questo rende evidente come, ancor prima di considerare cosa debba avere un ERP, sia essenziale valutare a quali requisiti esso debba essere in grado di rispondere.

Software ERP: le basi

Sulla base di questo, il management dovrà comunque tener conto anche delle funzionalità cui - indipendentemente dal contesto di business - non sarà possibile rinunciare nella scelta del proprio software ERP. Eccone alcune.

  1. Un buon Enterprise Resource Planning dovrà innanzitutto essere flessibile, dimostrando capacità di adattamento immediato alle esigenze dell’azienda. Dovrà quindi saper proporre soluzioni in grado di soddisfare i bisogni delle imprese, ad esempio sfruttando le possibilità di customization e parametrizzazione offerte dalle strutture a moduli. Si parla così, ad esempio, di funzioni riguardanti la gestione del credito, per la pianificazione di produzione o per l’analisi di bilancio;
  2. L’ERP dovrà essere capace di dialogare con sistemi diversi in tempo reale, scambiando dati e servizi senza dannosi sprechi di risorse;
  3. Fondamentale sarà anche la sua capacità di integrazione con i programmi già presenti in azienda, a loro volta eventualmente integrabili nel gestionale stesso. Dovrà possedere massima capacità di elaborare i dati e di proporre azioni e soluzioni massimizzando il controllo dei flussi, producendo una reportistica evoluta, con dati di sintesi utili alle scelte strategiche aziendali. Il software ERP, in questo quadro, dovrà possedere un DMS (Document Management System), che possa gestire l’insieme dei documenti aziendali, e un software di BI (Business Intelligence), raggiungibile anche tramite web, che raccolga regolarmente l’insieme dei dati presenti nel database aziendale;
  4. In termini di funzionalità generali, infine, un buon ERP dovrebbe anche prevedere la scelta fra utilizzo con licenza d’uso, così che il cliente possa installarlo presso la sua infrastruttura tecnologica, oppure in soluzione SaaS (Software as a service), con distribuzione del programma via Internet, su tecnologia on Cloud.

I tool più utili nel software ERP

Dato ciò, molto della conformazione dell’ERP sarà poi determinato dalle esigenze specifiche dell’impresa. Entrando nel concreto della gestione di business, fra i tool che possono favorire una maggior efficienza aziendale vi sono ad esempio:

  1. il traduttore automatico nella lingua prescelta (SAP ad esempio lo rende disponibile in 41 nazioni);
  2. gli strumenti che consentono di creare report, layout e cruscotti particolarmente sofisticati;
  3. le soluzioni addizionali (già integrate o facilmente integrabili) che possono estendere la copertura per settori verticali di mercato;
  4. i programmi finalizzati alla costruzione di add-ons secondo le proprie esigenze.

 

La combinazione dei tool gestionali con quelli di customer management, poi, consentiranno la creazione di inedite collaborazioni nei processi, mentre le nuove chatbot aiuteranno a potenziarsi in termini di AI e machine learning, inaugurando nuovi canali di comunicazione con i clienti. Le valutazioni sull’imprescindibilità dei tool, infine, dipenderanno anche dallo specifico settore di business e dalle sue caratteristiche di mercato.

New call-to-action